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PostHeaderIcon Opinioni&Idee

PostHeaderIcon Il "mio" Autunno

Questa mia poesia, la scrissi anni or sono, sui Colli dell'Oltrepo Pavese, ai primi di Ottobre. Essa rispecchia pure tutti i Colli del bel Piemonte, nonché quelli altrettanto belli dell'Emilia Romagna come pure quelli del Triveneto e quelli delle Prealpi Lombarde.

 

Il granoturco. Tutto è spannocchiato,

e grani gialli, brillano sull'aia.

I grossi grappoli, di vigna già maturi,

sono nei tini, per trasformarsi in vini.

Nei boschi lì d'intorno, maturan le castagne,

di un bel marrone, che al foco vanno arrosto.

E' il lungo viale, pien di foglie gialle,

per indicare, "l'autunno è già iniziato".

Passeri e corvi, volano nel cielo,

vagan qua e là in cerca di buon cibo.

Il Sole è nel tramonto, e tutto si colora

di rosso vermiglio, "Il cielo è uno scenario".

Sui tetti rossi, vedi i primi fumi,

dai gran camini, s'alzano nel cielo.

Arriva il freddo, e tutto si fa pace.

Là dov'era rumor di cingoli, nei prati.

Le prime nebbie, calano pian piano.

Tutto scompare, tutto van a coprire.

Tutto è nascosto, soltanto ombre e voci

di gente povera, che torna al casolare.

Torna l'autunno, pieno di tristezza,

va a cancellar d'estate, la bellezza.

Franco Angelo Barbieri, I1ONW

 

 

PostHeaderIcon Considerazioni sui Comitati Regionali

Recentemente ho fatto una piccola indagine web sui vari Comitati Regionali, anche se non di tutti ho potuto avere i dati perché non tutti i CR sono dotati di sito Web.

Il primo  dato che salta agli occhi, scaricati i vari Regolamenti Regionali da Internet, sono le regole molto diverse da Regione a Regione... alcuni CR costituiscono Sezioni con 15 Soci, altri con 20 e le chiudono con 10 oppure con 9 ma non sulle isole, altri non hanno limite minimo, alcuni vogliono copia dei bilanci e dei verbali delle Sezioni altri solo una relazione sull'attività, altri non vogliono niente, chi autorizza più Sezioni nello stesso Comune, chi solo una. I nuovi Soci possono iscriversi in una qualsiasi Sezione della Regione, oppure solo in quella di "competenza territoriale", alcuni in certe situazioni sanzionano le Sezioni, altri no, etc.

Lo stesso vale per le quote versate dalle Sezioni, infatti abbiamo CR che si autofinanziano, altri che stabiliscono la quota anno per anno, uniformandosi allo Statuto Nazionale, (mi immagino con cifre diverse tra Regioni con più radioamatori e altre meno popolate), altri CR invece hanno preferito mettere una percentuale fissa addirittura nello Statuto Regionale alcune del 20% e altre del 25% delle quote di ristorno incassando a volte più di quanto occorra al "proprio funzionamento", come recita lo Statuto Nazionale.

Possono i CR intervenire così diversamente sulle regole Sociali e sulle quote di ristorno delle Sezioni?

Ora i casi sono due, o i CR sono a tutti gli effetti Organi Statutari e le Sezioni sono obbligate ad aderirvi, e allora i costi e le regole devono essere uguali per tutti i Soci, altrimenti in caso contrario viene leso il principio di eguaglianza  dei  Soci e delle Sezioni nei confronti dell'Associazione. I costi devono essere ripartiti in maniera uguale su tutto il corpo sociale e poi conguagliati tra Regioni con più o meno radioamatori. Sarebbe gradita una interpretazione del  CDN per quantificare la quota Regionale, così come è stato fatto per i soci Familiari, tenuto conto anche del fatto, che prima dell'avvento dei CR la gestione delle Sezioni era già compresa nella quota ARI.

Oppure nella seconda ipotesi si stabilisce che i CR sono organi territoriali e autonomi, allora in questo caso, per il principio di libertà di associazione previsto dalla Costituzione della Repubblica  Italiana  le Sezioni devono essere libere di aderirvi o meno  considerato che i CR non danno nessun servizio associativo QSL, assicurazione, etc.

Un altro aspetto negativo dell'avvento dei CR è che questi a mio avviso, oltre ad aumentare i costi, e come abbiamo visto anche la conflittualità interna, hanno frenato lo sviluppo dell'Associazione. Infatti oggi, per costituire una nuova Sezione occorrono 20 Soci, e successivamente la ratifica del CR nella prima riunione raggiungibile, magari dopo molti mesi, in qualche Regione addirittura con "votazione a scrutinio segreto". Ne deriva che le nuove Sezioni nate negli ultimi anni siano state spesso prima osteggiate e poi costituite per divisione di Sezioni più grandi, a volte non senza polemiche, e senza l'apporto di nuovi Soci.

Questo penso non sia più attuale, oggi infatti con le vigenti normative sulle Associazioni, se io con pochi amici mi riunisco, redigo uno statuto, lo faccio registrare e chiedo il codice fiscale, ho di fatto costituito, in un solo giorno, una Associazione legalmente riconosciuta. E anche nel campo radioamatoriale vediamo nascere nuove Organizzazioni con nuove Sezioni anche con pochissimi Soci, mentre noi siamo ancora a discutere di chiudere o accorpare le Sezioni più piccole, di competenze territoriali, etc.

Non parliamo poi delle norme che prevedono la presentazione dell'aspirante Socio da parte di due Soci presentatori, o dei  Soci Radio Club che pagano la quota sociale senza diritto di voto, che rende i nostri regolamenti assolutamente non conformi alle attuali regole legislative.

Ricordo che prima dell'avvento dei Comitati Regionali esistevano i Gruppi, (fino a 15 persone con un referente), le Sezioni di prima classe, (fino a 20 Soci con un Presidente e un Segretario Cassiere) e le Sezioni di seconda e terza classe fino a 50 o oltre 50 Soci con un Consiglio Direttivo di 5 o 7 persone.

Con l'avvento dei Comitati Regionali ci siamo appiattiti solo sulle Sezioni più grandi, se vogliamo nuovi Soci occorre semplificare le iscrizioni, ripristinare i piccoli gruppi, che sono sempre stati volano di aggregazione per la costituzione di nuove Sezioni, e semplificare e aggiornare le regole per la loro costituzione.

Mi sono iscritto all'ARI nel 1974, anno in cui si cominciavano a costituire i CR e sinceramente ritengo che dopo 42 anni tale esperienza debba considerarsi conclusa e che l'ARI debba riprendersi  il controllo e la gestione delle Sezioni. Con i programmi informatici attuali l'Ufficio Soci potrebbe tranquillamente gestire la situazione, e i problemi delle quote di ristorno potrebbero risolversi  stabilendo di pagare le quote in Sezione, come molti fanno da anni, e trasformando in bonus per l'anno successivo eventuali piccole cifre di ristorno. Con il tabulato Soci, (che quando la posta era di carta veniva inviato 2 volte all'anno) le Sezioni si potrebbero addirittura autogestire.

Un cambiamento del genere ovviamente non potrebbe avvenire nei tempi di un mandato triennale già ad un terzo di vita, e inoltre incontrerebbe molti ostacoli, ma a mio avviso, sarebbe fattibile semplicemente se i Soci, che troppo spesso si sono disinteressati dell'Associazione, e che non hanno mai saputo controllare i loro rappresentanti, si risvegliassero dal loro torpore, dovuto forse a rassegnazione, e con uno scatto di orgoglio lo volessero.

La soluzione potrebbe essere ricercata nel nostro Statuto e precisamente agli articoli 63 e 64.

Che cosa succederebbe infatti se alla prossima riunione di un CR le Sezioni riunite (ovvero i Soci..) decidessero non dico di chiudere il CR ma semplicemente di restituire all'ARI la delega sulla gestione e rappresentanza delle Sezioni?  Niente, in base all'Art.63, non avendo eletto i propri Delegati, alla Assemblea Nazionale, i voti di quella Regione, sarebbero assegnati alla Regione con il capoluogo più vicino. Ma che cosa succederebbe se la maggioranza dei CR decidessero di chiudere o di restituire la delega sulle Sezioni all'ARI. E' evidente che la minoranza rimasta non potrebbe rappresentare più l'Associazione e, non essendovi più la "funzionalità" prevista dall'Art. 64, si dovrebbe pertanto, come previsto da detto articolo convocare l'Assemblea Generale dei  Delegati di Sezione.

Ed è questa a mio avviso la soluzione, una volta pubblicati i bilanci e la Convocazione di Assemblea sull'Organo Ufficiale, si affitta un teatro o una sala congressi in qualche zona d'Italia, magari in concomitanza con un importante evento fieristico che faccia da volano, le Sezioni che si presentano votano e decidono sul futuro dell'Associazione, chi sta a casa accetta quello che hanno deciso i presenti come avviene in tutte le altre organizzazioni e realtà associative d'Italia. Nessuna Associazione ha oggi tre livelli di Assemblea per giungere ad una decisione. Facendo due conti  il quorum previsto dallo Statuto sarebbe facilmente raggiunto con le deleghe anche rispettando i vincoli imposti dal Codice Civile. Con qualche mail o qualche telefonata per accordarsi, i Presidenti delle Sezioni più lontane, o che non possono partecipare, potranno delegare quelle Sezioni che, anno per anno, più facilmente possono raggiungere il luogo di Assemblea, e le stesse deleghe potrebbero essere gestite e registrate dalla Segreteria Generale già qualche tempo prima  per abbreviare i tempi. In Assemblea si potrebbero  poi apportare quei piccoli cambiamenti necessari ai nostri Regolamenti tali da rendere il tutto attuale e funzionante.

Il risultato sarebbe che al posto dei 20 cervelli che abbiamo messo a gestire l'Associazione, ne rimarrebbe uno solo, il CDN, più forte e più libero di dedicare i suoi sforzi al risanamento e miglioramento dell'Associazione. Si avrebbe così un'Associazione meno costosa, meno litigiosa, più semplice e più gestibile e si sarebbe anche attuata quella democrazia diretta auspicata anche dalla Prefettura di  Milano, che vede non i Comitati Regionali, ma le Sezioni depositarie della rappresentanza associativa. Le Sezioni, o anche i singoli Soci che poi lo desiderano, sarebbero libere di associarsi o meno in Comitati Regionali, questa volta davvero Organi Territoriali che, non avendo più impegni Nazionali, potrebbero interessarsi di Protezione Civile, rapporti con Enti Locali, attività radio, eccetera, con minori costi e minor dispendio di energie.

Un nuovo ruolo dei C.R. è sempre stato nei proponimenti elettorali dei Consiglieri e Sindaci che si sono candidati nel tempo a guidare l'Associazione, ma nessuno ci ha mai detto come attuarlo. Spero quindi  che queste mie considerazioni siano utili a stimolare una discussione all'interno dell'Associazione per avviare quel processo di rinnovamento necessario che tutti vogliono da anni ma che nessuno intraprende. Ma in ogni caso, come ho già detto occorre un elemento fondamentale, la volontà dei Soci.

Cordiali 73,

Vincenzo, i5lvv

 

 

PostHeaderIcon QSL per nominativi speciali e per i Manager

Ho ricevuto una richiesta di delucidazioni da parte di un responsabile delle QSL di una Sezione ARI. La risposta può essere di interesse per tanti altri colleghi ed utilizzatori del servizio e riprendo qui di seguito i particolari.

Ciao Mario non so se ti ricordi di me sono Cesare IK7XNF in Bari.
Sono il QSL Manager della Sezione ARI di Cassano delle Murge, vorrei sapere se per i nominativi speciali e i nominativi contest il versamento di 25 euro del servizio bureau va versata di anno in anno, mi spiego meglio se sono il possessore di un nominativo speciale o per i contest, la quota per il servizio bureau ARI di euro 25.00 la devo effettuare anno per anno? O basta una sola volta, perché mi è capitato di avere delle QSL di nominativi speciali da inviare al servizio bureau degli anni 2014-2015, se questi non hanno pagato la quota del servizio bureau per anni 2014-2015 io di regola non potrei spedire le QSL via bureau vero?
In attesa di una tua risposta ti saluto augurandoti un buon lavoro e scusami per il disturbo.

Cesare, IK7XNF in Bari

 


Ciao Cesare.
Ti confermo che il servizio costa € 25 per ciascun anno, ma tu sai benissimo che, dopo due o tre anni le QSL finiscono di arrivare quasi del tutto. Per cui quando vedi che si riducono notevolmente smetti di pagare.
Tieni presente che i controlli ed il blocco li facciamo solamente su quei quantitativi che hanno ragione di essere controllati. Vedrai che negli anni successivi ai primi, se ti arrivano una decina di QSL per mese, continuerai a riceverle anche se non hai pagato.
Controllare questi quantitativi ci costerebbe più di quello che ci potrebbe portare in cassa e non ne vale veramente la pena di spendere tanto tempo per poco o niente. Stesso discorso vale per un nominativo che usi negli ultimi due o tre mesi dell’anno. Paga per l’anno successivo, per lo meno per quelle in arrivo sarà difficile che le cartoline vengano gestite prime della fine dell’anno, magari aspetta Gennaio successivo, quando paghi, per mandare via le tue.
Comunque se usi il buon senso vedrai che non ci saranno problemi. Cerchiamo di usarlo anche noi.

 

Mario, I2MQP

P.S.: Se poi devi mandare le cartoline ad un Manager che è Socio ARI e non ha pagato per il servizio, non ti preoccupare, le tue QSL gli verranno inoltrate. E’ un servizio che diamo a due soci italiani che hanno pagato la loro quota normale di adesione all'Associazione. Quello che non intendiamo fare senza essere coperti delle relative spese è di inoltrare le cartoline ad OM che non sono soci ARI a spese dei Soci ARI, mi sembra abbastanza ragionevole.

 

PostHeaderIcon A proposito del "nostro" Presidente

Tivoli 30/05/2016

Caro Mario,

Prima di ogni cosa ti porgo le mie congratulazioni per la tua elezione a Presidente ARI.

Si dice che a volte è necessario tornare indietro per poter andare avanti, vedremo. RadioRivista di Maggio mi è appena arrivata, e leggendola sono stato veramente colpito ed infastidito da un paragrafo del tuo editoriale, parlo di quello finale.

In questo paragrafo con una prosopopea, che speravo appartenesse ad un passato morto e dimenticato, dichiari di ringraziare chi ti ha votato perché ti ha fatto un favore, ed anche chi non ti ha votato, perché ha rischiato di fartene due; bene, per quanto mi riguarda (magari sarò l'unico) esercitando il diritto di voto l'evenienza di farti un favore o due, assumeva una valenza inferiore a 0 (zero), intendevo piuttosto dare una opportunità all'associazione ARI; delle tue ambizioni e speranze personali.....insomma...parliamo d'altro.

Vorrei poi puntualizzare che essere il "Presidente di tutti" è certamente una vecchia frase fatta ma anche e sopratutto un tuo (perché ora lo sei Presidente) preciso dovere, e non un tuo privilegio del quale sentirti investito nel momento in cui tutti saranno d'accordo con te, tu hai deciso autonomamente di candidarti per tue personali ragioni; e non vedo sulla base di quali considerazioni puoi aver pensato di essere eletto per fare esclusivamente il Capo del "Club del Presidente". L'associazione ARI è formata da tutti i soci (belli, brutti, buoni e cattivi), non è una divinità astratta della quale essere incoronato Pontefice Massimo, ed è a noi soci (che pure abbiamo dei precisi doveri) che si deve rendere conto in definitiva, non ai vari Comitati Regionali, ormai lasciati crescere e prosperare come veri cancri sociali che agiscono peraltro su delega della delega della delega.

Il modo in cui nel tuo, e di altri, passato associativo sono state gestite le annose controversie ha avuto per la maggior parte, risultati miserevoli le cui conseguenze secondo me, stiamo ancora pagando e pagheremo ancora a lungo, non mi sembra che i risultati siano la miglior pubblicità della cura.

Affermi di non essere d'accordo nel coinvolgere enti giuridici esterni per l'interpretazione autentica di Leggi e Statuto e per la risoluzione di alcune problematiche interne preferisci la soluzione interna, chiusa, sul modello loggetta massonica? Ebbene almeno una persona non la pensa come te.

Per ultima considerazione, è certamente una coincidenza ma su RadioRivista di Maggio non è presente la rubrica "Opinioni&Idee" chissà se per procedere in avanti non abbiamo intanto già cominciato ad andare indietro.

Infine debbo dirti che personalmente non ti ho votato ma so molto bene che tu ora sei il Presidente, e che certamente ci rappresenti e di nuovo ti esorto a tener conto di tutti i soci e non dei soli "compagnucci della parrocchietta" perché tutti noi abbiamo il preciso dovere, una volta espletate le votazioni, di accettarti come il nostro Presidente e come tale considerarti e questo io intendo fare.

Ti auguro buon lavoro.

Antonio Aureli, IZ0DCK

 


Grazie Antonio per gli auguri e ti confermo che farò il possibile perché i risultati del mio lavoro siano buoni, per lo meno per quanto riguarda le mie possibilità, cercando anche di fare cose che potrai eventualmente valutare. Capirai che non posso rispondere punto per punto a tutte le tue osservazioni, ma mi permetterò di chiarire quanto forse non ho espresso per quel che riguarda il Presidente di tutti e gli enti giuridici esterni. Ti confermo che, per ora purtroppo, continuo a non sentirmi il presidente di tutti, anche se diverse manifestazioni di solidarietà mi fanno ben sperare per il futuro. Sono solamente circa il 40% dei soci coloro che hanno partecipato alle votazioni, e di questi un po' meno della metà mi ha votato. Questo, per ora, non mi permette di definirmi il presidente di tutti, e non ritengo che questo sia un mio preciso obbligo istituzionale. Penso si tratti solamente di un segno di consapevolezza della situazione. Io mi sento il Presidente dell'ARI e mi sento pertanto obbligato ad esserlo nei confronti di tutto il Corpo sociale, con tutti gli obblighi che ne seguono, ma in quanto a sentirmene tale, mi spiace ma questo è un mio sentimento che non nasce dalle tue convinzioni, ma da una necessità che io sento di non farla fuori dal vaso. Se riuscirò a fare bene e ad ottenere il consenso dei soci, allora sarò il Presidente dell'ARI ed il Presidente di tutti, altrimenti dovrò solamente dare le dimissioni. Il Capo del Club dei Presidenti è una tua idea offensiva che potevi anche tenere per te, non è con le offese che si chiede il dialogo. E ti assicuro che le mie ambizioni personali non sono tali da farmi restare se non fino a quando sarò convinto di poter fare bene. Forse non sei a conoscenza di quanto e cosa ci sia da fare per fare bene il compito che mi sono preso. Se questa è prosopopea allora hai ragione tu, io l'ho considerata una ragionevole visione delle cose.

 

Per quanto riguarda invece gli enti giuridici esterni, "la soluzione interna, chiusa, sul modello loggetta massonica? Ebbene almeno una persona non la pensa come te." Mi fa piacere che ci siano soci che non la pensano come me. Non sono in grado di valutare il modello loggetta massonica, non ho esperienza al riguardo, come te, visto che ne parli. La nostra Associazione ha uno Statuto, ha delle Sezioni, dei Comitati Regionali, un Direttivo Nazionale, un Collegio Sindacale, un'Assemblea Nazionale e la soluzione dei Probiviri. Sono Organismi formati da abbastanza persone che possono capire e suggerire come comportarci, senza arrivare alle denunce. Sono le denunce alla Magistratura che considero dannose per il Sodalizio, non le richieste di opinioni o pareri. Per il resto tutti i Direttivi che io ho frequentato hanno fatto ampio uso di consulenti esterni, Commercialisti, Docenti universitari, Avvocati ed esperti di ogni tipo che ci hanno sempre dato indicazioni sul modo corretto di comportarci nei confronti delle Leggi dello Stato e del nostro Statuto Sociale, e che ci sono sempre costati un sacco di soldi. Non mi sembra questa una soluzione interna. Se poi il socio o dirigente vuole adire alle vie legali, dal mio punto di vista, dovrebbe dimettersi dall'Associazione e procedere come crede. Questo modo di operare è in vigore in tante Associazioni e Organizzazioni di tanti tipi. Se prendi la Lega Calcio, per fare un esempio, è automatico che un tesserato che fa una denuncia alla Magistratura si dimetta, altrimenti viene dimesso automaticamente.

Non so quanto tu abbia fatto per la nostra Associazione, ma se non hai ancora fatto molto, ti esorto ad adoperarti in Sezione o nel tuo regionale. Dopo aver lavorato in questo senso, forse, cambierai approccio ai problemi ed alle soluzioni.

Mario, I2MQP

 

PostHeaderIcon Cercasi progetto per ampli

Buonasera,leggendo la mia richiesta del 12 Gennaio e da voi pubblicata su RadioRivista di Marzo 2016, mi sono accorto di aver erroneamente scritto "GU46B " mentre la sigla giusta delle  valvole da me proposte è GI46B.
Mi scuso per l'errore e porgo
Distinti saluti.

Giovanni Cella, IZ1REC

 
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