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PostHeaderIcon Opinioni&Idee

PostHeaderIcon Svarioni grammaticali in versione russa

Egregia sig.ra Patrizia, dopo aver letto al sua ponderosa ed esaustiva lettera, la devo ringraziare per avermi illuminato in modo così "simpatico" sui miei errori in materia di sintassi & grammatica Russa. Lei non si è rivolta ad un "pivellino" alle prime armi, smanioso di "apparire", come fa invece certa gente; ma ad un OM con licenza dal 1972 e da sempre amante del surplus militare! Le assicuro, che io mi sono limitato come faccio sempre a trascrivere le didascalie esattamente come scritte. Lei mi ha dato una dimostrazione superlativa della sua cultura russofona e del suo eloquio! Mi rammarico di non aver avuto la fortuna fino ad ora di avere una così bravissima traduttrice. Ma una cosa se mi permette vorrei dirle: personalmente quando mi imbatto in un cosa scritta e/o fatta da un collega, nella quale ravviso un errore, mi metto in contatto con lui e ne discutiamo. Sarà poi lui se lo riterrà doveroso fare una rettifica; ma mi guarderei bene, per una questione di intelligenza, correttezza e di deontologia; di andare a "spettegolare" su di una rivista sociale, per una banalità simile (della quale non ne frega niente a nessuno), un socio che scrive per i soci Comunque, vista la sua bravura, la invito a rendere pubblico il suo recapito telefonico, e la sua mail, in modo che in futuro curerà lei se lo vorrà, la serie "Vento dall'Est" da me iniziata oltre vent'anni fa; e i soci interessati potranno rivolgersi direttamente ad una così blasonata fonte di notizie. Ma ce una cosa che mi infastidisce un poco: non il fatto che lei mi abbia "bacchettato"; ma che la redazione abbia permesso la pubblicazione di questa sua manfrina!
Questa "persona"; che non voglio nemmeno sapere chi è, se ne assume la responsabilità in toto. Per finire, un'ultima cosa: chi lavora, è soggetto ad errori; chi non fa una mazza, sicuramente di errori non ne commette! Il sottoscritto per oltre vent'anni ha lavorato praticamente gratis per il sodalizio; ma lei oltre alle critiche gratuite cosa ha mai fatto? Per me, la cosa finisce qui; e la saluto con la speranza di non avere più nulla a che fare con lei!

William They, IZ4CZJ

 

PostHeaderIcon Il bastone e la carota

Perdonami Gabriele per il titolo forse un po' troppo forte, ma la mia è una reazione alla lettera di Gian Luca IK4EWX pubblicata su RR di Dicembre 2014. Premetto che non voglio né criticare né entrare in polemica con IK4EWX, di cui comunque rispetto la sua opinione, il mio intervento è finalizzato, non certamente allo scontro ma ad un sano confronto. Ciò premesso, non possiamo lasciar passare l'idea che quando qualcosa non va la colpa è sempre degli altri. Dovremmo dire a tutti, con forza, che l'ARI siamo noi, nessuno escluso, neanche quelli che hanno pensato di costituire altre associazioni, per i motivi che ben sappiamo. L'ARI rappresenta nel mondo la categoria dei Radioamatori Italiani e parlare male dell'ARI vuol dire ridicolizzare tutta la nostra categoria. Che ci siano poi delle cose che non vanno, questo credo sia fisiologico, ma ognuno di noi deve dare il suo contributo, in base alle proprie capacità e potenzialità, per la soluzione dei problemi, è troppo facile evidenziare quello che non va e generalizzare sulle colpe.
Dalla lettera di Gian Luca emerge una palese contraddizione, in quanto prima afferma: "Il rinnovo della quota quest'anno era da me stato fatto a malincuore..", più avanti poi scrive che a Gennaio ha pagato e che a Maggio non aveva ancora ricevuto la RR, quindi non si è trattato di un rinnovo, come da lui affermato, bensì di una reiscrizione ! Allora perché affermare che è socio da 31 anni? 
Il messaggio che dovrebbe passare, soprattutto verso i più giovani, è che la nostra RadioRivista deve essere il risultato delle singole esperienze dei soci e delle Sezioni. Se non collaboriamo TUTTI inviando i nostri progetti e le nostre esperienze non possiamo permetterci di criticare gli altri che invece lo hanno fatto, perché se dovesse passare quest'idea molti eviteranno di inviare i loro "articoli" per paura di essere poi criticati.  L'equilibrio tra diritti e doveri dovrebbe essere sempre rispettato, non basta pagare l'iscrizione annuale per considerarsi socio, ci vuole anche una fattiva partecipazione.
Concludo con un suggerimento, i nuovi soci devono avere la priorità su tutte le altre attività, non è tollerabile che ad un nuovo iscritto, che ha anche pagato i diritti di segreteria oltre la quota, si faccia aspettare 6 mesi per inviargli la Rivista, diamoci una mossa!
Con affetto e stima.

Icilio Carlino, IK7IMP
Presidente Sezione ARI Lecce

 

PostHeaderIcon Competenze e aiuto

Salve Gabriele,
devo confessare che il riquadro a pagina 91, "Ricevitore militare sovietico..." mi ha lasciato alquanto interdetto. Non comprendo che senso abbia pubblicare sull'organo ufficiale del nostro sodalizio un articolo di quel tenore: a me sembra del tutto fuori contesto. Lo reputo, peraltro, in netto contrasto con l'Ham-Spirit, che ricordo essere fondato sulla collaborazione e sul trasferimento di conoscenza.
In base a ciò mi sarei aspettato che la collega, che sicuramente ha una grande padronanza delle lingue slave, avesse offerto la sua competenza di traduttrice, anziché stroncare il lavoro altrui.

Giorgio, I8ZSE

 

PostHeaderIcon Perchè mai dovremmo espropriare i Soci dal voto?

Ciao Gabriele,
ti invio questa mia nota per Opinioni & Idee. Sono rimasto sorpreso sul referendum dove i CCRR chiedono il loro potere di voto per le elezioni del CDN al posto dei Soci. ... idea molto strana....

73 Giancarlo, I7SWX

 

Carissimi Soci ARI, CDN, CSN, CCRR e ...
permettetemi di passare cinque minuti da stupido. Ho appena ricevuto RadioRivista di Febbraio 2015 e mi ha dato nell'occhio la nota di Giancarlo Sanna, IS0ISJ, nuovo Presidente ARI. Quello che mi ha sorpreso è la proposta, uscita da una recente AGS, di Referendum tra i Soci per modificare sostanzialmente lo Statuto onde passare le competenze elettorali del CDN dai Soci ai CCRR.
Ognuno è libero di pensare e decidere come il proprio cervello permette. E' un aspetto un po' troppo "italico", che non ha alcuna associazione radiantistica a livello mondiale, i Soci sono i soli che possono votare, nemmeno le sezioni hanno un tale potere. Secondo me è come dare l'autorizzazione ad un direttore di banca su come gestire i propri soldi senza che uno possa aprire bocca.
Per una semplificazione dello Statuto ARI suggerirei di guardare a come sono organizzate le altre Associazioni radiantistiche internazionali; vederne sia i benefici e sia gli eventuali aspetti limitativi se applicate in ARI. E' giusto "semplificare" lo statuto ma intelligentemente.
Non so quale fu la decisione di creare i Comitati Regionali a suo tempo. Certamente erano visti come una forza per meglio supportare ed aiutare le varie sezioni presenti nelle proprie regioni a stare assieme, crescere ed operare con una migliore gestione di sviluppo Soci.
Credo che oggi tale struttura non sia più necessaria. Una delle funzioni dei Comitati Regionali è quella di ridistribuire alle proprie sezioni l'ammontare a favore delle sezioni previsto nella quota sociale. Con la struttura bancaria odierna, questo doppio passaggio non ha più senso, l'amministrazione ARI può inviare direttamente alle sezioni quanto a loro dovuto. Qui eliminiamo la struttura dei CCRR., che potrebbe essere riorganizzata dall'assieme dei Presidenti delle sezioni, con eventuale supporto del Regional Manager, per portare avanti tutte le attività di interesse dei Soci e del territorio.
Leggendo mensilmente RR non si rilevano, forse con qualche eccezione, attività "gestite o promosse" direttamente dai Comitati Regionali (Fiere, Convegni, Simulazioni Emergenze e quanto altro). Si rilevano, invece, attività delle sezioni e di gruppi esterni a queste (ad esempio, la Contest University
La semplificazione che vedrei, dello Statuto, è quella di eliminazione dei Comitati Regionali come abbiamo oggi, sostituendoli con un "Regional Manager", come hanno tutte le organizzazioni radiantistiche internazionali. Questi rappresentano il Comitato Direttivo Nazionale verso i Soci e le Sezioni e, in caso di necessità, questi verso il CDN. Il rimborso spese e' gestito direttamente dall'HQ.
In Inghilterra nella RSGB (alla quale sono iscritto da 50 anni), tali Manager vengono eletti dai Soci residenti nell'area di responsabilita'. I potenziali manager vengono presentati da Soci o Sezioni e presentano un proprio curriculum con descrizione di che cosa desiderano fare se eletti. Non hanno alcun potere elettivo. Due "Regional Manager" fanno parte del CDN e vengono eletti dagli altri Regional Manager.
Un qualche cosa di simile è, nelle associazioni delle quali sono stato socio, in Francia con la REF e negli USA con l'ARRL e credo sia ancora simile in Germania con la DARC (lo era quando ero iscritto negli Anni '60 e '70).
In queste organizzazioni le Sezioni non hanno alcun potere di voto, questo è esclusivo dei Soci, L'organizzazione è diversa rispetto alla nostra. Le sezioni sono legate all'organizzazione radiantistica (REF, ARRL, RSGB etc.) essendo iscritte a questa (pagano la quota associativa come sezione), non hanno alcun rimborso da parte del CDN in quanto i Soci che si iscrivono a queste pagano la quota di Sezione in maniera diretta e possono iscriversi dove desiderano. Le sezioni portano avanti i "compiti" come lo portano o lo dovrebbero portare le sezioni ARI. Se le sezioni guardano agli interessi dei propri Soci queste si espandono, altrimenti chiudono.
Per quanto riguarda il controllo finanziario e statutario dell'Associazione Nazionale, non si hanno sindaci od equivalenti, si ha un controllore esterno certificato. I risultati annuali vengono pubblicati ed i Soci possono votare SI o NO direttamente nel luogo di riunione annuale o delegare altro socio o Regional Manager con la propria scheda firmata, con il SI o NO. Il delegato consegna la scheda e non ha potere di modifica del voto.
Ringrazio per l'attenzione, forse sono rimasto stupido per più di cinque minuti.

73 Giancarlo Moda, I7SWX
(iscritto dal 1959 con prima iscrizione nel 1957)

 

PostHeaderIcon Allenatori, chiacchieroni e nullafacenti

Ciao Gabriele,
cos’è diventata l’ARI, una sorta di malandrini? Non dovrebbe, vero? Ogni volta si ascoltano voci di rinnovo, di miglioramento, e nei nuovi direttivi, e mi pare di trovarli questi miglioramenti per quanto attiene RR. Chi viene eletto, lasciamo che lavori "in pace". Le critiche, se ci sono, le facciamo rilevare, con un concetto di democrazia che rispetta i regolamenti. Cosa sono questi ricorsi valanga? La Prefettura, a questo punto potrebbe chiudere i rubinetti, perché non ha senso che lavori per un’Associazione che si vanta di essere promotrice di progresso, ma nel contempo si manifesta come certi politici chiacchieroni e nullafacenti. Pagine e pagine di risposte e documenti…. non apparteniamo ad un ufficio legale. La nostra è una passione e tale deve restare nell’ambito della legalità.
Credo che molti OM supportino queste intromissioni per rifugiarsi nel loro orto segreto, quello della radio. Molti altri, come i Manager delle varie rubriche, che mi pare si diano da fare con sacrificio: vogliamo che si studino anche loro?
Una volta non era così facile con carta, penna e francobollo. Oggi sembriamo nel diritto di tutto e di dire tutto, anche gli spropositi. Nel 1976 avevo scritto a Sergio Pesce, Segretario Generale, facendo rilevare, con dovuta cautela, che RR mi arrivava sistematicamente dopo i contest su cui erano stampati i regolamenti. Risposta: “se ti piace è così, diversamente ritira la tua domanda di iscrizione all’ARI, perché è ancora tra quelle da esaminare”. Ora mi pare che nel giogo delle e-mail il potere si  sia invertito: come nel calcio, siamo tutti allenatori.
Concludo dicendo, come già altri ne hanno scritto, che questa “azienda” debba essere condotta con regolamenti chiari, con professionalità e che le deliberazioni siano assunte da chi di dovere, in ogni ordine e grado. E agli altri chiedo di pensare prima di parlare, pensando al bene dell’ARI ed alle figuracce a cui ci esponiamo. Così anche con i collaboratori dell’Ufficio ci sia chiarezza.
L’onestà del codice OM sia dimostrato, sia come radioamatore sia come amministratore, affinché anche il nostro Ente Morale sia effettivamente tale.
Cordiali saluti.

Giovanni Pipino, I1QBI

 

 
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