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PostHeaderIcon Opinioni&Idee

PostHeaderIcon Considerazioni sullo "spazio" dedicato da Samantha ai radioamatori

Buonasera Gabriele, I2VGW,

Ti scrivo oggi, 12 Giugno, poche ore dopo il rientro sulla Terra della nostra astronauta, Capitano Cristoforetti, dopo quasi 7 mesi trascorsi a bordo della ISS.
Non voglio parlarti dei suoi record conseguiti nello spazio e per questo le faccio i miei complimenti, ma desidero fare alcune considerazioni su Samantha IZ0UDF o IR0ISS.
RadioRivista di Marzo, ma soprattutto quella di Maggio 2015, hanno dato ampio spazio dedicandole pure la copertina.
Samantha Cristoforetti, IZ0UDF/IR0ISS, nel corso del suo lungo periodo di permanenza nello spazio, non ha mai effettuato collegamenti con radioamatori singoli. Ha collegato diverse scuole, come da programma, ma non ha mai prestato alcuna attenzione verso gli altri radioamatori, italiani e non.
Non concordo nel dire che ha portato in alto l'ARI, perché si è fatta fotografare con un gagliardetto. L'ARI è una cosa seria e non solo un simbolo riprodotto su pochi centimetri quadrati di stoffa. E' formata da migliaia di soci che quotidianamente, senza clamore, portano l'ARI in tutto il mondo, anche attraverso lo spazio (collegamenti via EME).
Non ho capito perché non abbia trovato il tempo per dedicarsi anche a loro. Certo il programma ARISS prevede questi contatti con le scuole, attraverso i radioamatori e su frequenze radioamatoriali, ma rendersi disponibili per questi contatti, anche per tanti altri radioamatori, sarebbe stato più utile e più emozionante. Per quello che mi riguarda, visto che non ha dimostrato alcun interesse verso il radiantismo, come radioamatore non mi sento per nulla rappresentato da lei.
In passato ho avuto modo di collegare diversi astronauti radioamatori ed è sempre stata una emozione. I radioamatori queste emozioni le vivono se passano attraverso la loro pelle e non certo per  starsene passivi ed ascoltare gli altri.
Personalmente, oltre che deluso, mi ritengo anche in colpa e ti spiego perché.
Io vivo in provincia. In diverse occasioni la stampa locale ha parlato della mia attività di radioamatore.
Quando è stato nello spazio Parmitano, ho effettuato 5 qso con lui, disponibilissimo e cordialissimo. La stampa locale ne ha dato ampio risalto in due occasioni (ti allego la riproduzione di 2 articoli del quotidiano veronese "L'Arena"). Diversa gente si è interessata alla cosa, ma soprattutto radio-amatori ed aspiranti radioamatori. Sono stato contattato da  persone alle quali ho sempre dato le spiegazioni richieste, di mia competenza, derivanti da 33 anni di attività in radio e da allora socio ARI.
Le domande frequenti erano: Come si fa a collegare la ISS?  Che antenne ci vogliono?  Si può usare una verticale? E' meglio una direttiva? Quanta potenza ci vuole?, Che programma usare per calcolare le orbite? etc.
Ho avvertito in queste nuove leve un grande interesse ed un grande desiderio di poter fare, anche loro, un qso da ricordare.
Ero felice di aver trasmesso il mio entusiasmo e di aver trovato chi aveva manifestato la voglia di raccoglierlo. Aspettavano con ansia la grande occasione.
I fatti hanno spento, senza appello, le loro speranze. La signora non si è mai resa disponibile. Li ha delusi. A me non resta che dire: pazienza, sarà per una prossima volta....
Altri, sicuramente, si renderanno disponibili in futuro. Lei potrà andare fiera dei suoi prestigiosi traguardi raggiunti sulla ISS, ma si è persa il calore umano di una straordinaria Comunità: quella dei RADIOAMATORI che con tanta gioia l'avrebbero accompagnata, per pochi minuti, nel suo lungo viaggio.
Peccato!
Grazie e cordialissimi saluti.

Remigio, IK3ASM
Illasi (Verona)

 

PostHeaderIcon Domenico si corregge

Caro Direttore,

mi spiace doverti disturbare per segnalarti una doverosa "errata corrige" relativamente al mio articolo pubblicato a pag. 29 di RR dello scorso Settembre sul centenario della Grande Guerra. Purtroppo, mentre sostanzialmente il contenuto risulta corretto, malauguratamente la foto di detta pagina a corredo dell'articolo non lo è, in quanto alcuni colleghi, certo appassionati dell'argomento e più esperti di me, mi hanno comunicato che:

- La foto riproduce un radiogoniometro EP2a e non una stazione radiofonica per l'invio di messaggi.

- Trattasi di apparecchiatura della Seconda Guerra Mondiale e non della Grande Guerra.

- I soldati vestono evidentemente uniformi tedesche e non francesi.

Dino, I5XUZ

 

Al di là dell’articolo che mi è piaciuto e ti faccio i miei complimenti, volevo chiederti se la foto e la sua didascalia li avevi inseriti tu o qualcun altro. Infatti ho notato un errore macroscopico. La didascalia recita: Stazione Radiofonica da campo usata dai militari Francesi nel 1915 per l’invio di messaggi sulle posizioni nemiche! Trattasi invece di soldati tedeschi della Wermacht (genio trasmissioni) e l’apparato non è un RTX ma il famoso ricevitore radiogoniometrico (che ho avuto) della Telefunken tipo EP2. Con range di FQ da 0,075 kHz a 3,333 MHz! Montava tre tubi tipo RE084K e tre tipo RES094. Atto a ricevere segnali in A1 e A3. Alimentazione: di Filamento = 4,8 V e anodica a 90 V. Costruito dalla Telefunken a partire dal 1936 per la Fanteria e per l’Aeronautica a terra. Sperando di averti fatto cosa gradita nel poter correggere l’errore, cordialmente ti saluto.

William, IZ4CZJ

 

Posso dire di aver cercato di fare le mie ricerche monitorando notizie e informazioni relative all'epoca, non era certo nelle mie intenzioni creare confusione, sono stato tratto in inganno (essendo non esperto) da un articolo da cui ho attinto le notizie, peraltro una fonte di un certo rilievo, temevo di essermi sbagliato nel riportare la didascalia, invece è proprio scritto così. Mi scuso ancora con gli appassionati della materia che spero comprendano, riconosco di essere stato io colpevole per essermi fidato.

Ringrazio anche gli altri che mi hanno gentilmente scritto (Fabio in3jrz e Carlo i4cea ed eventualmente chi si aggiungerà) che mi hanno permesso di rettificare nel rispetto del corretto profilo storico.

Ripeto la Bibliografia: ERI/Ediz. Rai, La Radio, Storia di sessant'anni, To 2002 – Luigi Solari, Storia della Radio, Ancona 2009 – Museo della Radio, Torino.

Per la ricerca in rete: www.fmboschetto.it/lavori_studenti/wwi/radio_wwi_2A.pdf

Titolo: L'importanza della radio nella Prima Guerra Mondiale 1914-1918.

Con i miei più cordiali 73 de

Domenico, I1YGQ

 

PostHeaderIcon La coscienza di "alcuni"

Caro Direttore,
vorrei ringraziarTi per la pubblicazione delle lettere che ci siamo scritte vicendevolmente con Icilio.
Con Icilio ci siamo già sentiti, e l'intento, soprattutto, mio, era unicamente quello di chiarire, e smuovere la coscienza di "alcuni". Lo scontro epistolare con Icilio al mio riguardo finisce qui, poiché era solo un chiarimento dovuto.
Ritengo che come Presidente e persona sia un OM corretto e capace, NON come molti e certi Presidenti e CD che NON tutelano il PATRIMONIO SOCI - pensando solamente al proprio EGO, ai Contest ed altre frivolezze che portano pregio alla loro Presidenza.
Ti ringrazio Gabriele - di quello che riesci a fare anche in momenti così travagliati.
Grazie, grazie. 
Salutoni.

Mauro, i4jee

 

PostHeaderIcon Diamo la giusta foto al giusto fotografo

Su RR 6/15 è stata pubblicata una foto curiosa con il titolo "ingegnarsi coi fondi di bottiglia".
L'autore non è Paolo IZ5KDD ma Luca Funel IZ5ICH.


Caro Paolo, provvediamo subito. Peccato però che nella mail di accompagnamento alla foto... tu ti fossi dimenticato di indicare il vero autore dell'immagine.

 

PostHeaderIcon Proposta per RadioRivista

Spett. ARI
visti i tempi che passano, non sarebbe un'idea proporre una quota d'iscrizione senza RadioRivista o solo in formato digitale scaricabile per abbassare notevolmente i costi. Ho notato che le altre associazioni fanno pagare dai 30 ai 40 euro, ben distanti dai nostri 70 euro e l'unica differenza ravvisabile è proprio RR.
Magari molti soci eviterebbero di migrare per pagare meno. Grazie.

Alberto, IZ1PSJ

 
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