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PostHeaderIcon Opinioni&Idee

PostHeaderIcon Proposta per RadioRivista

Spett. ARI
visti i tempi che passano, non sarebbe un'idea proporre una quota d'iscrizione senza RadioRivista o solo in formato digitale scaricabile per abbassare notevolmente i costi. Ho notato che le altre associazioni fanno pagare dai 30 ai 40 euro, ben distanti dai nostri 70 euro e l'unica differenza ravvisabile è proprio RR.
Magari molti soci eviterebbero di migrare per pagare meno. Grazie.

Alberto, IZ1PSJ

 

PostHeaderIcon Ringraziamenti da TeleThon alla Sezione ARI-Udine

 

PostHeaderIcon Volete sapere la vera verità: solo i Soci possono votare!

Carissimi Soci ARI,
leggendo RR di Marzo e leggendo a pagina 106 la lettera di Giancarlo Moda, I7SWX, ne prendo atto e condivido in pieno quanto da lui affermato.
Giancarlo ha ragione: i Soci sono i soli che possono votare.
Avendo fatto parte del CRL per sei anni, mi sono reso conto che i Comitati Regionali sono strutture burocratiche inutili che creano ulteriori problemi alla Sede Centrale.
Da circa vent'anni sono Socio Onorario del Radio Club LU1HYW di Villa Maria Cordoba Argentina. In questo Paese le Associazioni hanno una struttura molto diversa dalla nostra.
Ogni Radio Club è autorizzato dal Ministero delle Telecomunicazioni, (Comision Nacional de Comunicaciones) che può anche scioglierlo, se la condotta ed il bilancio non sono regolari.
Non ci sono Comitati Regionali come da noi.
In Argentina esistono 23 Province, suddivise in Dipartimenti.
Ogni anno si rinnova il Direttivo del Radio Club mediante assemblea generale ed elezioni interne.
Quindi ogni anno c'è un ricambio della Commissione Direttiva e dell'Organo Fiscalizzatore permettendo ad ogni Socio di farsi un'esperienza nella conduzione del Radio Club.
In conclusione sono totalmente contrario ad "espropriare" i Soci dal voto.
Ringrazio per l'attenzione ed invio cordiali saluti.

Flaviano Moro I2MOV
(Iscritto all'ARI dal 1/1/1959)

 

PostHeaderIcon Ancora su Fogar

Buongiorno Gabriele,
sono Ettore, i2edu di Milano; ho letto con piacere l'articolo riguardante Ambrogio Fogar del quale sono stato amico e collaboratore durante la sua ultima sfortunata spedizione al Polo Nord con la slitta ed il cane Armaduk.
Vorrei proporti di ripubblicare su RR un mio articolo già apparso su RR n. 3 del 1983 nel quale descrivevo la radio che avevo progettato e costruito espressamente per la spedizione di cui sopra.
Potrebbe essere utile per completare il quadro dei rapporti intercorsi fra i radioamatori dell'ARI e Ambrogio.
La radio ha permesso a Fogar di essere sempre in contatto con la base di partenza su distanze attorno ai 1500 chilometri, nonostante la piccola potenza e  un'antenna dipolo a V invertita tesa sulla tenda.
Tramite essa Ambrogio aveva potuto chiamare l'aereo di soccorso quando si accorse che il suo tentativo non sarebbe stato coronato da successo a causa delle avverse condizioni ambientali.
Grazie per l'attenzione e complimenti per il tuo ottimo lavoro!

73 Ettore Trabattoni, I2EDU

 

PostHeaderIcon L'ARI ha ottantotto anni

Il tempo, che è galantuomo, passa per tutti. Anche per l'ARI l'Associazione, fondata da Ernesto Montù nel 1927, ha girato la boa degli ottantotto anni di vita.
Per quarantanove anni, col nome di Associazione Radiotecnica Italiana. Dal 1977, ha preso il nome d'Associazione Radioamatori Italiani. Quindi, senza possibilità di fraintendimento, da almeno trentotto anni, l'ARI è costituita non solo da Radiotecnici ed Operatori Radio, ma anche da Appassionati delle frequenze utilizzate in campo radiantistico utilizzando il dono dell'ascolto (SWL).
Se il Sodalizio è vivo e crescente, lo si deve a chi ha creduto in questo mezzo di diffusione e non solo in "voce".
Grazie all'Associazionismo, l'ARI ha continuato la sua strada anche facendo suoi fondamentali valori morali che, con l'impegno degli Associati, ora salutano i nuovi orizzonti.
Il primo augurio è che il CDN dia validità all'Attestato di Fedeltà ARI. Nei modi e nei termini già noti ai Lettori di RR.

Giorgio Brignola, IZ1GVK

 
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