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PostHeaderIcon DXCC, signori non si cambia!

Vi ricordate quanto pubblicato su RadioRivista di Dicembre? Nel Luglio 2013 il DX Advisory Committee (DXAC) dell'ARRL era stato incaricato «di studiare e, se necessario, raccomandare modifiche al Regolamento DXCC da portare in discussione in seno al Board of Directors». La premessa era che «il mutamento delle condizioni e situazioni internazionali avvenute nel corso degli anni ora giustificano la revisione delle norme, per far sì che il Regolamento DXCC riconosca tali cambiamenti ed eventi». Per quanto al DXAC fosse richiesto di non farsi condizionare dai casi particolari, ma di ragionare nei più ampi termini generali, il convitato di pietra era – çava sans dire - il Kosovo, che a tutt'oggi rimane privo di identità a livello DXCC.

La relazione finale del DXAC è arrivata lo scorso Luglio, come previsto. Il DXAC riferisce dunque di aver discusso un paio di proposte relative all'aggiunta di un quarto criterio per la definizione di Entità Politica, perché - vista «l'odierna politica mondiale» - alcuni ritengono che due criteri attualmente in vigore siano «troppo rigidi». I criteri contestati sono quelli di cui agli articoli II.1.a e II.1.b del Regolamento DXCC, che legano lo status di Entità Politica all'ammissione all'ONU o all'assegnazione di un prefisso ufficiale da parte della ITU (che è un'agenzia delle Nazioni Unite). Il terzo criterio (II.1.c, in base al quale nel 2010 nacquero Curaçao e Sint Maarten) va bene così com'è, tanto - insinuerebbero i maligni - non sarebbe comunque applicabile al Kosovo.

Si è dunque considerato se aggiungere un nuovo criterio II.1.d. Una prima formulazione recitava: «l'Entità è elencata nella Lista degli Stati Indipendenti del Dipartimento di Stato degli USA». Proposta incauta, perché se si vuole provare a svincolare il DXCC dalla politica, non si adotta come testo di riferimento un elenco che riflette le scelte politiche di un solo Stato, e che differisce dalla lista degli Stati membri dell'ONU solo nei due punti sensibili del Kosovo e di Taiwan.

La seconda proposta per un eventuale nuovo criterio II.1.d era: «L'Entità deve aver ricevuto il riconoscimento documentato come una nuova entità dai due terzi degli Stati membri delle Nazioni Unite.

Questo riconoscimento è indipendente ed esterno ai procedimenti delle Nazioni Unite».

E' un'idea più sensata, un tentativo di aggirare le influenze politiche che possono bloccare l'iter di ammissione al Palazzo di Vetro. Basta infatti il voto contrario di uno solo dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza con diritto di veto (Cina, Francia, Federazione Russa, Regno Unito e USA) e la procedura si ferma. Anzi, nel caso del Kosovo non parte nemmeno, perché le posizioni nettamente avverse di Cina e Russia sono note a priori. Ora come ora il Kosovo ha ottenuto il "riconoscimento documentato" da parte di 108 dei 193 Stati membri dell'ONU, perciò la strada da percorrere sarebbe ancora lunga e il traguardo dei due terzi (129 Stati) ancora lontano.

Alla fine il DXAC, considerando anche le «possibili conseguenze

sconosciute che potrebbero derivare da un voto favorevole alla modifica del Regolamento», ha "pilatescamente" deciso di non procedere: «the DXAC proposes that NO change be made to the entity criteria at this time and any efforts presently in process for any entity to gain membership in the UN or the ITU be allowed to take its due course».

Detto in soldoni, proponiamo di non cambiare i criteri di ammissibilità delle Entità e di lasciare che le cose all'ONU e alla ITU seguano il loro corso. Amen.

La decisione non è stata presa all'unanimità. Su 15 voti, 7 sono andati al mantenimento dello status quo, 3 persone hanno votato per l'adozione della prima proposta e 5 per l'adozione della seconda.

Detto in altri termini, la maggioranza (risicata, ma pur sempre tale) sarebbe favorevole a un cambiamento, ma è divisa sul metodo da seguire. La mancata unanimità, ha chiosato Arne Gjerning (N7KA, Chairman del DXAC), non deve essere intesa come un fallimento; essa invece «rappresenta la divergenza d'opinione che la comunità DX ha su questo argomento».

La relazione del DXAC, che investe anche un altro settore assai delicato quale il "remote operating", è disponibile in forma integrale sul sito dell'ARRL.