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PostHeaderIcon I radioamatori e lo studio degli eventi sismici

di Alfredo Gallerati, IK7JGI

Notte del 24 agosto 2016, alle 03.36, la terra ha tremato con un sisma di magnitudo 6.0 devastando una vasta area geografica compresa tra Lazio, Marche, Umbria ed Abruzzo. L’epicentro è quello compreso tra i Comuni di: Amatrice (Rieti), Arquata del Tronto ( Ascoli Piceno), Accumoli (Rieti) , Pescara del Tronto (Ascoli Piceno) e Norcia (PG). A 5 giorni dal terremoto, la Rete sismica nazionale ha localizzato 2002 scosse. 121 scosse di valori di magnitudo compresi tra 3.0 e 4.0; 12 scosse di magnitudo compresi tra 4.0 e 5.0 ed uno di magnitudo superiore a 5.0. (Dati diffusi dall’INGV Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia). Ancora una volta l’Italia piange centinaia di vite spezzate e paesi rasi al suolo.

Mentre scrivo, alle h. 04.27 (29/08/2016) una scossa di magnitudo 2,3, ad una profondità di 14 Km. si è verificata nell’area di  Rieti, a nord di Amatrice, come si vede nella mappa diffusa da INGV.

 

L’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) che espleta una serie di specifici servizi per lo studio e il monitoraggio dei fenomeni geofisici secondo le due componenti fluida e solida del nostro Pianeta, si occupa della sorveglianza dei livelli di sismicità dell’intero territorio italiano e dell’attività dei vulcani. La sorveglianza del territorio viene effettuata attraverso reti di strumentazioni scientifiche avanzate e disseminate sul territorio nazionale. Tutti i segnali acquisiti da queste reti di rilevazione sono trasmessi, in tempo reale, alle sale operative di Napoli, Roma e Catania dove, gli specialisti di INGV li elaborano per ricavarne il profilo di un evento in atto. I radioamatori, già da molti anni, hanno capito che la radio, in particolare l’attività di ascolto criteriato, con strumenti idonei e su specifiche frequenze (VLF/LF) , può tornare scientificamente utile nella fase di premonitoraggio di eventi sismici. Dopo gli studi e le ricerche della seconda metà degli Anni ’60, in America, Russia, Cina, Grecia e Giappone; anche l’Italia ha avuto appassionati ed autorevoli analisti dei  <terremoti>, soprattutto delle possibilità delle loro “previsioni” cioè delle dinamiche dei cosiddetti <PRECURSORI SISMICI>. I primi autorevoli ricercatori sono radioamatori: IW2GOO Prof. Ezio Mognaschi (Università di Pavia); IK0VSV Marco Eleuteri e IK1QFK Renato Romero. Il compianto (+13/07/2006) Prof. Ezio Mognaschi IW2GOO, che ho avuto la fortuna di conoscere, era impegnato a fare delle previsioni dei terremoti, l’oggetto del suo appassionato studio espresso anche nel suo insegnamento presso l’Università di Pavia.

 

Sulle parole dello stesso Prof. Mognaschi, invito tutti a riflettere:<… Per quanto sia a tutti evidente l'importanza psicologica e materiale della previsione dei sismi e delle azioni da intraprendere per prevenire i danni, questa si trova inevitabilmente contrapposta alla riluttanza di chi governa a diffondere notizie che possano allarmare le popolazioni. In parole povere chi governa preferisce di gran lunga che soccomba un certo numero di cittadini e che vengano arrecati anche ingenti danni materiali da imputare naturalmente alla fatalità dell'evento calamitoso, danni che verranno poi riparati con il lavoro ed i sacrifici dei superstiti, piuttosto che dedicare risorse agli studi di previsione e di prevenzione di fenomeni, tutto sommato, rari e circoscritti e rischiare, eventualmente, l'impopolarità e la reazione delle popolazioni in caso di falso allarme>.

Il Prof. Mognaschi, IW2GOO, come altri autorevoli studiosi, hanno sostenuto la teoria delle relazioni dei Precursori sismici con i terremoti che potrebbero così essere individuati e letti, con il supporto di specifici impianti di ricezione secondo gli esiti degli studi fino ad oggi effettuati.
Ci riferiamo agli aspetti nascosti dei segnali radio generati da fenomeni naturali. In questo caso dai terremoti! Dal suo Laboratorio di Fisica, il Prof. Mognaschi, iniziò l’attività di osservazione e monitoraggio dei precursori sismici sulle frequenze in Banda ELF (3-30 Hz).

Uno degli appassionati obiettivi che, davvero magistralmente, IW2GOO (Mognaschi) perseguiva, era quello di creare una rete di monitoraggio sismico, con il contributo dell’ARI, dei suoi Comitati Regionali e delle Sezioni. In Italia, dal 1998 esiste la “F.E.S.N” Rete sismica sperimentale del Friuli Venezia Giulia. Si tratta di una rete scientificamente strutturata sulle basi scientifiche della teoria degli SDT (Segnali della Terra) agganciata al Progetto ARI “Segnali della Terra “, coordinato dal nostro IV3NQS,Riccardo Rossi. L’amico Riccardo sostiene l’esigenza inderogabile dell’ampliamento di una rete nazionale di monitoraggio dei precursori e mi ha scritto: <…. Insomma ci vorrebbe soprattutto un buon team e, per cominciare, solo poche stazioni ma in posti strategici e affidabili > .

Sul fronte degli studi e ricerche orientate sulle basi scientifiche tracciate dal compianto IW2GOO Ezio Mognaschi, IK1QFK Renato Romero ha sviluppato una serie di importanti studi e sperimentazioni che tendono a sostenere le diverse correlazioni tra gli eventi fisici della Terra ed i segnali radio che possiamo captare su certe Bande, segnatamente le VLF. Se questi obiettivi che, da sempre, affascinano molti radioamatori, ci hanno fatto scoprire la chiave di lettura scientifica di certe Bande; dobbiamo fare appello a tutti affinché - al di sopra di ogni scetticismo - anche l’ARI possa offrire il suo contributo! Il segreto del successo di un’Associazione è fare squadra.

A tutti rinnovo l’invito a scoprire i “precursori sismici” che possono essere una chiave per organizzare e gestire una rete nazionale di monitoraggio, nell’ottica di evitare la perdita di vite umane. Grazie al precedente CDN di Graziano Sartori, l’ARI ha attivato canali di collaborazione con l’INGV ed alcuni ricercatori che hanno maturato anni di esperienza su questo fronte.
L’ultimo terribile evento sismico in CENTRO ITALIA, quindi ci fa riflettere sull’impellente esigenza di sperimentare le possibilità di monitorare gli eventi sismici, attraverso l’accurato “sorvegliamento” sulle bande interessate, attivando input di collaborazione fra le Sezioni ARI di tutte le Regioni.

Attraverso la rubrica “I Progetti” possiamo confrontarci e fare proposte all’ARI che le valuterà.
Dimostriamo quindi che, certe volte, il radiantismo può essere scientifico ed è importante. Soprattutto quando ci sono vite umane da salvare. E anche questa è “Protezione Civile”.