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PostHeaderIcon A proposito del "nostro" Presidente

Tivoli 30/05/2016

Caro Mario,

Prima di ogni cosa ti porgo le mie congratulazioni per la tua elezione a Presidente ARI.

Si dice che a volte è necessario tornare indietro per poter andare avanti, vedremo. RadioRivista di Maggio mi è appena arrivata, e leggendola sono stato veramente colpito ed infastidito da un paragrafo del tuo editoriale, parlo di quello finale.

In questo paragrafo con una prosopopea, che speravo appartenesse ad un passato morto e dimenticato, dichiari di ringraziare chi ti ha votato perché ti ha fatto un favore, ed anche chi non ti ha votato, perché ha rischiato di fartene due; bene, per quanto mi riguarda (magari sarò l'unico) esercitando il diritto di voto l'evenienza di farti un favore o due, assumeva una valenza inferiore a 0 (zero), intendevo piuttosto dare una opportunità all'associazione ARI; delle tue ambizioni e speranze personali.....insomma...parliamo d'altro.

Vorrei poi puntualizzare che essere il "Presidente di tutti" è certamente una vecchia frase fatta ma anche e sopratutto un tuo (perché ora lo sei Presidente) preciso dovere, e non un tuo privilegio del quale sentirti investito nel momento in cui tutti saranno d'accordo con te, tu hai deciso autonomamente di candidarti per tue personali ragioni; e non vedo sulla base di quali considerazioni puoi aver pensato di essere eletto per fare esclusivamente il Capo del "Club del Presidente". L'associazione ARI è formata da tutti i soci (belli, brutti, buoni e cattivi), non è una divinità astratta della quale essere incoronato Pontefice Massimo, ed è a noi soci (che pure abbiamo dei precisi doveri) che si deve rendere conto in definitiva, non ai vari Comitati Regionali, ormai lasciati crescere e prosperare come veri cancri sociali che agiscono peraltro su delega della delega della delega.

Il modo in cui nel tuo, e di altri, passato associativo sono state gestite le annose controversie ha avuto per la maggior parte, risultati miserevoli le cui conseguenze secondo me, stiamo ancora pagando e pagheremo ancora a lungo, non mi sembra che i risultati siano la miglior pubblicità della cura.

Affermi di non essere d'accordo nel coinvolgere enti giuridici esterni per l'interpretazione autentica di Leggi e Statuto e per la risoluzione di alcune problematiche interne preferisci la soluzione interna, chiusa, sul modello loggetta massonica? Ebbene almeno una persona non la pensa come te.

Per ultima considerazione, è certamente una coincidenza ma su RadioRivista di Maggio non è presente la rubrica "Opinioni&Idee" chissà se per procedere in avanti non abbiamo intanto già cominciato ad andare indietro.

Infine debbo dirti che personalmente non ti ho votato ma so molto bene che tu ora sei il Presidente, e che certamente ci rappresenti e di nuovo ti esorto a tener conto di tutti i soci e non dei soli "compagnucci della parrocchietta" perché tutti noi abbiamo il preciso dovere, una volta espletate le votazioni, di accettarti come il nostro Presidente e come tale considerarti e questo io intendo fare.

Ti auguro buon lavoro.

Antonio Aureli, IZ0DCK

 


Grazie Antonio per gli auguri e ti confermo che farò il possibile perché i risultati del mio lavoro siano buoni, per lo meno per quanto riguarda le mie possibilità, cercando anche di fare cose che potrai eventualmente valutare. Capirai che non posso rispondere punto per punto a tutte le tue osservazioni, ma mi permetterò di chiarire quanto forse non ho espresso per quel che riguarda il Presidente di tutti e gli enti giuridici esterni. Ti confermo che, per ora purtroppo, continuo a non sentirmi il presidente di tutti, anche se diverse manifestazioni di solidarietà mi fanno ben sperare per il futuro. Sono solamente circa il 40% dei soci coloro che hanno partecipato alle votazioni, e di questi un po' meno della metà mi ha votato. Questo, per ora, non mi permette di definirmi il presidente di tutti, e non ritengo che questo sia un mio preciso obbligo istituzionale. Penso si tratti solamente di un segno di consapevolezza della situazione. Io mi sento il Presidente dell'ARI e mi sento pertanto obbligato ad esserlo nei confronti di tutto il Corpo sociale, con tutti gli obblighi che ne seguono, ma in quanto a sentirmene tale, mi spiace ma questo è un mio sentimento che non nasce dalle tue convinzioni, ma da una necessità che io sento di non farla fuori dal vaso. Se riuscirò a fare bene e ad ottenere il consenso dei soci, allora sarò il Presidente dell'ARI ed il Presidente di tutti, altrimenti dovrò solamente dare le dimissioni. Il Capo del Club dei Presidenti è una tua idea offensiva che potevi anche tenere per te, non è con le offese che si chiede il dialogo. E ti assicuro che le mie ambizioni personali non sono tali da farmi restare se non fino a quando sarò convinto di poter fare bene. Forse non sei a conoscenza di quanto e cosa ci sia da fare per fare bene il compito che mi sono preso. Se questa è prosopopea allora hai ragione tu, io l'ho considerata una ragionevole visione delle cose.

 

Per quanto riguarda invece gli enti giuridici esterni, "la soluzione interna, chiusa, sul modello loggetta massonica? Ebbene almeno una persona non la pensa come te." Mi fa piacere che ci siano soci che non la pensano come me. Non sono in grado di valutare il modello loggetta massonica, non ho esperienza al riguardo, come te, visto che ne parli. La nostra Associazione ha uno Statuto, ha delle Sezioni, dei Comitati Regionali, un Direttivo Nazionale, un Collegio Sindacale, un'Assemblea Nazionale e la soluzione dei Probiviri. Sono Organismi formati da abbastanza persone che possono capire e suggerire come comportarci, senza arrivare alle denunce. Sono le denunce alla Magistratura che considero dannose per il Sodalizio, non le richieste di opinioni o pareri. Per il resto tutti i Direttivi che io ho frequentato hanno fatto ampio uso di consulenti esterni, Commercialisti, Docenti universitari, Avvocati ed esperti di ogni tipo che ci hanno sempre dato indicazioni sul modo corretto di comportarci nei confronti delle Leggi dello Stato e del nostro Statuto Sociale, e che ci sono sempre costati un sacco di soldi. Non mi sembra questa una soluzione interna. Se poi il socio o dirigente vuole adire alle vie legali, dal mio punto di vista, dovrebbe dimettersi dall'Associazione e procedere come crede. Questo modo di operare è in vigore in tante Associazioni e Organizzazioni di tanti tipi. Se prendi la Lega Calcio, per fare un esempio, è automatico che un tesserato che fa una denuncia alla Magistratura si dimetta, altrimenti viene dimesso automaticamente.

Non so quanto tu abbia fatto per la nostra Associazione, ma se non hai ancora fatto molto, ti esorto ad adoperarti in Sezione o nel tuo regionale. Dopo aver lavorato in questo senso, forse, cambierai approccio ai problemi ed alle soluzioni.

Mario, I2MQP