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PostHeaderIcon 9th European Cubesat Symposium


Clicca sull'immagine per il programma aggiornato

Fonte: Cubesat

 

PostHeaderIcon I Diploma “Santa Barbara” Anget Bari

 

Storia

L’Associazione nacque all’indomani della prima guerra mondiale. La sua denominazione era Associazione Nazionale dell’Arma del Genio (A.N.A.G.) e dal 1931 diede vita ad un periodico mensile intitolato “Santa Barbara”. Il suo primo Presidente fu il Generale Borgatti, illustre storico militare, fondatore del Museo Storico del Genio, che sollecitò il monumento all’Arma inaugurato a Roma nel 1925 in Castel Sant’Angelo e trasferito successivamente in Piazza Maresciallo Giardino. Nel 1934 l’Associazione prese il nome di Reggimento Genio “Mario Fiore”.

Nel 1954 l’Associazione prendeva il nome di Associazione Nazionale Genieri e Trasmettitori d’Italia (A.N.G.E.T.) e il suo periodico, dopo essere stato rinominato “IL GENIERE” nel 1982, assumeva la denominazione definitiva di “ANGET”.

L’A.N.G.E.T. è una Associazione d’Arma e di volontariato per la Protezione Civile e per interventi umanitarie anche fuori dai confini nazionali. Ha personalità giuridica, è apartitica, senza fini di lucro, aperta a tutti coloro che hanno prestato o prestano servizio in reparti ed organi delle Armi del Genio e delle Trasmissioni e a tutti coloro che ritengono di identificarsi nei suoi valori ideali e intendono concorrere al conseguimento delle sue finalità. (liberamente tratto da http://www.esercito.difesa.it/organizzazione/associazioni/Associazioni-dArma-e-di-Corpi/Pagine/Associazione-Nazionale-Genieri-e-Trasmettitori.aspx).

 

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PostHeaderIcon I° Meeting MDXC Campania

Fonte: ARI Portici

 

PostHeaderIcon IY3VE per Marconi

Un’iniziativa congiunta delle Sezioni ARI di MestreVenezia.

In occasione dell’ottantesimo anniversario della morte di Guglielmo Marconi e fino al 31 dicembre 2017, i radioamatori delle sezioni ARI di Mestre e Venezia si alterneranno al microfono, tasto e console della stazione commemorativa IY3VE, allestita presso il Padiglione delle Navi del Museo Storico Navale della Marina Militare, presso l’Arsenale di Venezia.

Il Padiglione delle Navi, oltre oltre ai rari e preziosi esemplari di imbarcazioni e motoscafi, ospita qualcosa di poco conosciuto e motivo di particolare interesse per i radioamatori (ma non solo): l’apparato motore e le caldaie a vapore che muovevano lo yacht Elettra, la nave di Marconi, dalla quale ha effettuato alcuni dei più importanti esperimenti.

Clicca qui per maggiori informazioni e contatti

Fonte: ARI Mestre

 

PostHeaderIcon Marconi "messicano" a fumetti

Marconi a fumetti. Un simpatico libretto di 36 pagine della serie messicana "Vidas Ilustres" presenta l'inventore della radio come un giovane biondo e fin da piccolo con la passione per la scienza fino alla consacrazione della radio in mare, il suo sogno più vero e profondo di salvare vite umane in navigazione.
Potete vedere il fascicolo originale del 1956 cliccando qui.

La vita di Guglielmo Marconi a fumetti è il n.1 della serie Vite illustri (Vidas ilustres) ideata in Messico dalla Ediciones Recreativas nel Febbraio 1956.
A 5 pesos fu proprio la vita dell'inventore della radio ad aprire la serie, facendoci comprendere quanto Marconi fosse e sia tuttora conosciuto ed amato, al di là della verosimiglianza del fumetto col personaggio o la vita reale. 
Per quanti, leggendo il fumetto, si meravigliassero di un Marconi biondo, in mancanza di foto a colori, un'idea dei colori dell'inventore può essere trovata nella vera miniera di notizie archiviata in internet dal compianto Elio Antonucci.
Vi si trova anche un passaporto del 1896 in cui l'inventore è descritto come castano ma con gli occhi azzurri. Forse non era biondo ma certamente piuttosto chiaro.

Fonte: italradio

 

 

PostHeaderIcon Anche dal Belgio la radio su un francobollo


Il centenario della Grande Guerra viene ricordato in Belgio anche da un francobollo dedicato alla telegrafia senza fili militare. Il bozzetto mostra una stazione da campo dell'epoca. Il Belgio è stato tra i primi Paesi a usare in modo estensivo la radio e già nel 1914, poco prima dello scoppio della guerra, ebbe una stazione radio antesignana della moderna radiodiffusione.

La quarta serie della Grande Guerra è raccolta in un foglietto il cui tema specifico la comunicazione; lo compongono cinque francobolli validi per una lettera primo porto per l’Europa. Gli altri quattro dentelli ricordano la posta da campo, i piccioni viaggiatori, il comune di Baerle-Duc e la battaglia di Passchendaele. Sul lato sinistro del foglietto c’è il testo di una lettera scritta da un soldato belga alla moglie. Stampato su carta non filigranata con dentellatura 11 ½, è uscito il 23 ottobre 2017.
Le poste belghe lo distribuiscono a questo indirizzo.
Va ricordato che già il 28 marzo 1914 fu diffusa da Bruxelles la prima trasmissione della radio belga rimasta regolarmente in onda per 5i mesi finché la guerra ne impose una brusca fine.Le trasmissioni comprendevano i concerti dal Palazzo reale di Laeken, alla presenza della regina Elisabetta. Famoso l'annuncio: "Un - deux - trois - quatre - cinq - six - sept - huit - neuf - dix. Allô, allô. Poste radiotéléphonique et radiotélégraphique de Laeken, près de Bruxelles. Messieurs les amateurs de téléphonie sans fil, nous allons vous faire entendre un concert dédié à Sa Majesté la Reine Elisabeth". Il primo concerto, della durata di un'ora, offrì musiche di Wagner, Verdi, Puccini ed altri. Furono eseguiti anche gli inni nazionali belga e francese.
Nella nascita della radiodiffusione belga ebbe un ruolo di primaria importanza Giovanni Battista Marzi,
ingegnere e inventore italiano la cui grandezza non è mai stata adeguatamente riconosciuta. Dopo aver installato la prima centrale telefonica automatica in Vaticano, nel 1886, la sua esperienza nel campo della modulazione di ampiezza gli permise di creare i primi microfoni veramente adatti alla radiodiffusione, come dimostrò proprio il suo lavoro negli anni pionieristici della radio belga.

Fonte: italradio

 
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