Message
  • Direttiva EU e-Privacy

    Questo portale utilizza i cookie per offrirti le migliori risorse tecnologiche disponibili. Continuando a visitarci senza modificare le tue impostazioni accetti implicitamente di ricevere tutti i cookies. Diversamente, puoi modificare le tue preferenze agendo direttamente sulle impostazioni del software di navigazione impiegato.

    Documentazione Direttiva e-Privacy

PostHeaderIcon L'Editoriale di Gennaio 2022

There are no translations available.

2022, anno pieno di prospettive
di Vincenzo Favata, IT9IZY

Dalle statistiche emerge che maggior parte dei soci ARI - compreso lo scrivente - ha un età compresa tra i 53 ed i 63 anni, fa parte del sodalizio da diversi lustri, conosce  perfettamente  le problematiche sociali più importanti ed ha un idea ben chiara delle dinamiche associative.

Ciò posto, anche per rendere edotti i non pochi nuovi soci, con l'inizio del nuovo anno appare utile una disamina limitata alle sole questioni emblematiche, a partire da quelle ereditate e risolte di recente, così da rendere noto a tutti l'attuale "work in progress".



A) - Prendo le mosse dalla gestione del patrimonio immobiliare e dalle recentissime soluzioni adottate, che consentiranno il recupero delle pigioni non pagate e la stipula di un nuovo contratto  per l'affitto dell'immobile sito in Ventimiglia (detti locali erano da tempo non accessibili).
Inoltre e stato deliberato, per procedere celermente alla locazione, l'adeguamento alla normativa vigente degli impianti elettrico e del gas dell'appartamentino di Bologna (eredità Fanti).
Dette soluzioni, adottate per i due immobili che fanno parte del patrimonio associativo, consentiranno un immediato alleggerimento dei costi patrimoniali.
Aggiungo che, con riferimento agli immobili, siamo anche in attesa dell'esito dei quesiti referendari per far si che siano direttamente i Soci a pronunciarsi in ordine alla possibilità di cedere parte del patrimonio sociale.

B) - La nostra associazione, così come è stato rilevato e pubblicato con enfasi positiva  dalle associazioni consorelle tedesca e francese, ha fatto fronte con la necessaria tempestività all'emergenza coronavirus e per il disimpegno delle attività associative ha adottato per quasi tutti i dipendenti il lavoro in smart-working, mantenendo invariato il livello dei servizi.

C) - Da una vicenda emergenziale deleteria quale certamente è la pandemia da covid 19, abbiamo colto al volo gli aspetti positivi e per il prossimo futuro sarà possibile, per i nuovi consiglieri  eventualmente deliberare e  pianificare la modifica dei rapporti di lavoro intrattenuti con i dipendenti ed optare per lo smart working ove possibile.
La scelta del lavoro agile per parte dei dipendenti renderà praticabile in futuro l'unificazione della sedi di Ediradio ed Ari, stante il limitato accesso del personale in sede, detta operazione ove attuata in tempi brevi, comporterà un notevole risparmio economico dal prossimo anno.

D) - Peraltro, le limitazioni imposte dalla pandemia in corso hanno incrementato  l'utilizzo delle conferenze informatiche con notevole risparmio delle spese di trasferta e un aumento delle possibilità di riunire gli organi associativi (così come è accaduto per l'ultima  l'assemblea dei Comitati Regionali).

E) - In ambito internazionale, abbiamo fatto sentire con forza il numero dei nostri soci nei rapporti con il vertice IARU e con le associazioni europee, anche con richieste di chiarimenti, sia per l'utilizzo anomalo dei Bureau, che per la gestione delle radiocomunicazioni di emergenza a livello sovranazionale.
Per il futuro ed in considerazioni delle raccomandazioni IARU, sarà opportuna la verifica del numero dei soci che usufruiscono del servizio QSL per una migliore gestione dei costi.

F) - Nei rapporti con le istituzioni regionali, provinciali e comunali segnalo gli adeguamenti normativi alla recente disciplina c.d. del Terzo Settore, consistenti nella modifica del regolamento nazionale  in attesa di eventuali ulteriori passi verso l'ammodernamento richiesto dalla normativa vigente.
In questo settore l'ARI è stata accorta negli adeguamenti e nella gestione degli adempimenti, ha adottato il criterio delle scelte graduali.
Con le recentissime modifiche del regolamento nazionale è stata consentita  una maggiore autonomia delle sezioni e dei comitati regionali che, se supportati dal numero necessario di volontari da impiegare nelle attività di protezione civile collegate con le radiocomunicazioni di emergenza, possono convogliare dette risorse in entità associative terzo settoriali con proprio autonomo codice fiscale.
Il codice fiscale delle singole realtà locali è necessario - oggi unitamente con gli altri contenuti richiesti dalle nuove disposizioni -  per l'iscrizione nei registri territoriali previsti dalla Legge con norme diverse da una regione all'altra.
Dette  nuove realtà locali (ricordo a me stesso composte da soci ARI e quindi da radioamatori patentati), essendo autonome solo con riferimento all'attività di volontariato, non comportano variazioni dei rapporti delle esistenti sezioni - la cui natura di espressione territoriale della unica associazione ARI con sede in Milano rimane invariata -  con i rispettivi Comitati regionali e con la sede nazionale.

G) - Per coloro che  hanno ancora  dubbi interpretativi circa le recenti modifiche del regolamento nazionale e, conseguentemente, possibili timori per il mantenimento dei rapporti intercorsi con le istituzioni a causa della normativa del Terzo Settore ( posto che, così come esplicitato dai Presidenti di Sezione interessati, molte delle nostre sezioni usufruiscono gratuitamente di sedi concesse dalle amministrazioni locali per il disimpegno delle attività di protezione civile), consiglio la lettura degli editoriali e degli articoli pubblicati su RadioRivista dal 2019, dove è possibile trovare anche un modello di statuto (pag. 10 RadioRivista 7-8-2019) da adattare alle esigenze delle singole entità associative.
Sulla questione mi permetto di ribadire che le recenti modifiche assembleari del regolamento sono le uniche possibili nel breve periodo e sono idonee ed evitare la perdita dei soci che si dedicano alle radiocomunicazioni di emergenza sussidiarie: ogni attività associativa, se non concorrenziale, è libera così come disposto da norme di rango costituzionale.
Consentire al socio di porre in essere le attività di volontariato sotto l'egida dell'ARI non toglie nulla all'associazione nè comporta pericoli d'indebolimento del tessuto sociale, anzi rafforza e rende visibile l'operato dei volontari ARI  presso le Istituzioni Pubbliche.

H) - Sul piano informatico appare opportuno evidenziare che, oltre alla richiesta referendaria circa la pubblicazione di RadioRivista in tutto o in parte on line, è stato implementato il sito.
La pubblicazione della rivista, con visibilità riservata ai soci, è ormai una realtà fruibile mensilmente.

I) - Sono state utilizzate le competenze professionali dei singoli consiglieri dell'organo associativo di vertice per usufruire gratuitamente delle professionalità dei singoli ad esclusivo vantaggio dell'associazione.

In buona sostanza, molto è stato fatto ed ancora tante altre cose si dovranno completare per far si che l'ARI non perda le prerogative ed i benefici ottenuti con l'impegno dei tanti soci che da anni si sono spesi e si spendono per il bene della nostra associazione.

* Presidente dell'ARI