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PostHeaderIcon L'Editoriale di Febbraio 2020

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Fenomenologia di un'Associazione
Mauro Pregliasco, I1JQJ


Il processo d’invecchiamento della nostra Associazione, cioè l’aumento della componente anziana nel Corpo Sociale, è un fenomeno che incide sulla vita delle nostre Sezioni. Dipende essenzialmente da due fattori: il primo è di natura strutturale, ed è direttamente connesso al calo demografico nel nostro Paese; il secondo è diretta conseguenza del progresso tecnologico, che rende la radio sempre meno interessante per i giovani.

Il grafico sottostante, predisposto dalla Segreteria Generale, fotografa quanto molti avevano intuito, anche se forse non in termini così allarmanti.

In statistica la moda di un insieme di numeri è il valore che compare con maggior frequenza; nel nostro caso è costituita dai Soci 58enni. L’intervallo che comprende il maggior numero di Soci va da 54 a 63 anni. È in quest’ottica che va letto e interpretato il processo di invecchiamento strutturale dell’ARI.

La domanda che gli Amministratori si pongono è: “Dobbiamo impegnare le nostre risorse verso i giovani, nel tentativo di portare nuova linfa vitale all’Associazione, oppure dobbiamo orientarci ad offrire servizi modulati per l’età dei nostri attuali Soci?”. La risposta, per il Consiglio Direttivo, è scontata. Da un lato è ragionevole ipotizzare uno scenario drammatico se non investiamo sulle nuove leve, dall’altro dobbiamo assicurare la massima attenzione ai nostri Soci. In buona sostanza è necessario muoversi in entrambe le direzioni, bilanciando con intelligenza le forze a disposizione. Infatti, se non si interviene prontamente, la curva gaussiana del grafico tenderà a spostarsi inesorabilmente verso destra.


Finché i mezzi lo consentono occorre pertanto verificare con priorità la miglior strada per rinnovare i nostri delicati equilibri anagrafici, cercando di acquisire nuovi Soci giovani per non compromettere le possibilità di crescita, in quanto lo sviluppo è la chiave indispensabile per alimentare e rendere plausibile l’ARI del futuro.


Se dovessimo chiuderci in noi stessi, nei prossimi anni rischieremmo di implodere. Dobbiamo cavalcare la tecnologia, e non avversarla, investendo ancor più sull’informatizzazione e, soprattutto, sull’ampliamento dei servizi che possiamo offrire attraverso Internet.

Non di meno bisognerà anche sostenere e supportare le generazioni di quei Soci che hanno fatto, e fanno, la storia dell’ARI. Quei Soci che aprono le Sezioni, gestiscono i corsi, si rapportano con le Autorità locali, perché loro sono l’Associazione, quella pulsante, quella viva, quella vera. Gli attuali Amministratori hanno analizzato con responsabile spirito critico i dati disponibili e si sono prontamente mossi su più fronti.

Per i giovani sono state studiate quote associative più economiche e si sta cercando di valorizzare l’ARI Radio Club, puntando sullo YOTA e recuperando i Progetti Scuola e Scout. Le Sezioni dovranno agevolare l’ingresso nel Sodalizio dei giovani appassionati attraverso il loro coinvolgimento in iniziative associative offrendo tutto il sostegno necessario. Bisognerà rispolverare la figura del “mentore”, cioè dell’Old Timer che mette la propria capacità ed esperienza a disposizione del giovane adepto – il quale deve essere considerato non alla stregua di un pivello invadente, bensì di una risorsa preziosa per il futuro dell’Associazione.

Si è inoltre impegnati a migliorare i servizi offerti: la Segreteria Generale risponde a tutti entro 24 ore, attestati e certificati vengono elaborati con priorità, le richieste di duplicati di RadioRivista sono evase il mese successivo, molte procedure sono state snellite. I dipendenti oggi si sentono parte integrante del Progetto e collaborano con entusiasmo e professionalità.

Altri cambiamenti sono allo studio e verranno concretizzati nei prossimi mesi, a partire dal potenziamento dei servizi offerti sul sito dell’Associazione che dovrà diventare mobile friendly e offrire dei webinar. E’ stato chiesto alle altre Associazioni europee di condividere le loro quote sociali e i servizi offerti. I risultati dell’indagine sono stati comunicati a tutte le Sezioni e sono disponibili sul sito, così che i Soci possano verificare personalmente e formulare le proprie valutazioni.

Mauro Pregliasco, I1JQJ
Segretario Generale dell'ARI