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PostHeaderIcon DX e Spedizioni

PostHeaderIcon La mia vacanza-radio a Zanzibar (AF-032)

E' tempo di pensare alle ferie se si vuole pianificare una vacanza con la radio. Il periodo scelto è fine Luglio, il Contest IOTA cade proprio in quel periodo, quindi, perché non approfittarne e scegliere un'isola come meta della vacanza.

La prima isola che mi viene in mente è Zanzibar (Tanzania) AF-032, appena più a nord del Madagascar, la meta della mia vacanza dello scorso anno. Scopro che è in fase di preparazione una DXpedition italiana e chiedo subito info via e-mail per sapere come ottenere la licenza.

Ad inizio Gennaio so già a chi rivolgermi e cosa mi costa la licenza. Mi metto il cuore in pace e penso che sia ormai cosa fatta.

 

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tratto da RadioRivista 2/15 pag. 21-22

 

PostHeaderIcon L'affascinante, spettacolare Navassa DXpedition story

Tra i tanti "difetti" che abbiamo a RadioRivista, ce n'è uno di cui andiamo piuttosto orgogliosi. Cerchiamo di fare giornalismo radiantistico, non chiaroveggenza.

Pertanto, queste righe saranno giocate a carte scoperte: come già spiegato nell'introduzione allo spazio DX di questo numero, nel momento in cui leggerete la rivista, la spedizione sarà iniziata (o saremo nell'imminenza dei primi QSO, visto che K1N è fissata per Febbraio, con una durata di quindici giorni), ma - a causa dei tempi tecnici di lavorazione - scriviamo quando il team sta ancora completando i bagagli alla volta dei Caraibi. Quindi, non ci produrremo in un'improbabile quanto altisonante serie di ipotesi a scatola chiusa sull'andamento della spedizione, ma crediamo più utile offrirvi un "viaggio nel tempo", alla ricerca delle ragioni per cui Navassa è diventata la "most wanted entity" dell'intero DXCC.

Riteniamo possiate apprezzarlo, come modo per incuriosirvi di più, se K1N non sarà ancora iniziata quando leggerete, o come ulteriore gratificazione, se avrete già completato il QSO.

 

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tratto da RadioRivista 2/15 pagg. 17-20

 

PostHeaderIcon Lezioni dal passato

Su FT4TA, la spedizione a Tromelin del Novembre 2014, ne abbiamo sentite e lette di cotte e di crude. I sette operatori sono stati elogiati, ma anche criticati, a volte con argomentazioni sensate, a volte con acrimonia.
Diciamo subito che essere riusciti ad attivare un'Entità DXCC latitante dal 2000 e aver fatto 70800 QSO in dieci giorni, è di per sé motivo di plauso e ragione sufficiente per essere grati al team per l'impegno profuso.
Certo la percentuale di nominativi unici a log (il 25,9%) sarebbe stata più alta se fossero state fatte scelte operative maggiormente ponderate: per esempio, tenere due stazioni (CW e SSB) 24 ore su 24 sulla banda più produttiva e concentrare l'attività in RTTY su una sola banda.

 

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tratto da RadioRivista 1/15 pagg. 25-27

 

PostHeaderIcon TY1AA, ovvero la spedizione dei record inaspettati!

Quando abbiamo considerato una DXpedition in Benin mai avremmo pensato a risultati tanto soddisfacenti.

Numeri davvero interessanti sotto tutti i punti di vista: per noi dei veri record!

Ma andiamo con ordine. Tutto ha avuto inizio, come sempre capita, durante una delle tante discussioni tra i membri dell'Italian DXpedition Team avvenuta nel corso di una cena conviviale sulle colline dell'Oltrepo pavese. Alcuni di noi si erano scettici per la scelta di questo country perché ritenuto poco interessante e già particolarmente sfruttato dal punto di vista radioamatoriale.

Le analisi che avevamo pazientemente raccolto dimostravano il contrario, anche se, nelle liste più popolari, il country non compare sicuramente tra i primi cento della classifica.

 

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tratto da RadioRivista 1/15 pagg. 21-24

 

PostHeaderIcon 5R8M, un dream team e una spiaggia d'antenne

Quando il Boeing 767 tocca la pista di Nosy Be sono le 7:30 del mattino.

Eccoci arrivati dopo undici ore di viaggio, insaccati in un aereo tra sedili scomodi e cibo scadente. Scendiamo con sollievo per venire subito catturati da trenta gradi di caldo umido. 5R8M comincia.

L'aeroporto di Nosy Be è minimalista, vestigia coloniali riportate al gusto di oggi con poca spesa. Ci sottoponiamo alle formalità del visto. In un certo senso una buona polizia in uniforme Anni Sessanta, organizzata secondo un rituale ben oliato, che impone un labirinto amministrativo per ottenere il prezioso timbro. I nostri bagagli sono gettati sull'unico tapis roulant. Partecipiamo al rituale dell'uscita controllata dagli addetti alla dogana che vogliono verificare ogni bagaglio minuziosamente. Qualche piccola mancia ci fa uscire dall'impasse. Intanto sono già due ore che siamo atterrati. Saliamo su un pulmino soddisfatti ma anche piuttosto stanchi. Ci vorrà un'ora per coprire i venti chilometri che ci separano dalla destinazione finale. La strada, che a tratti diventa una pista, consente soltanto una velocità limitata. Il pulmino zigzaga tra buche e colonie di volatili da cortile.

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tratto da RadioRivista 1/15 pagg. 16-20